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“UN LIBRO AL GIORNO”

Laboratori di lettura per bambini in età prescolare ISOLA FELICE a.s. 2020/21

Il progetto “Un libro al giorno” ha come obiettivo la promozione dell’interesse alla lettura e l’aumento delle competenze linguistiche, emotive, cognitive e sociali dall’età prescolare in poi attraverso la lettura di albi illustrati ad alta voce e la lettura dialogica ed animata.

L’apprendimento infantile è un processo che inizia fin dalla nascita e avviene grazie alle relazioni che il bambino instaura con tutte le figure che si prendono cura di lui, relazioni che faranno da sfondo alla qualità del suo apprendimento.

La lettura dialogica è quel processo di comprensione del testo che chiama in causa proprio la relazione genitore/figlio; infatti sono questi ultimi a “condividere le proprie interpretazioni, riflettere criticamente, interagire tra di loro [in un dialogo]”

[Rosa Valls, Marta Soler, Ramòn Flecha, 2008]

Strumento fondamentale attraverso cui il bambino impara il linguaggio verbale, che all’età di 3 anni comprende più di 900 parole è l’approccio a testi illustrati che, animati dalla lettura ad alta voce e dal coinvolgimento del bambino, sviluppa la sua immaginazione.

Coinvolgere il bambino significa stimolarlo ad immaginare un finale diverso, adattare la lettura alle esperienze di vita, chiedere come si comporterebbe in quel momento al posto di quel personaggio.

Strumento di straordinaria importanza in tal senso è l’utilizzo della voce come canale privilegiato per “raggiungere” il bambino e portarlo “dentro la storia”. La voce, infatti, permette di comunicare emozioni, creare empatia e fiducia utilizzando in maniera corretta le sue tre caratteristiche fondamentali: il tono, il volume e il ritmo.

Durante gli incontri sono previste letture di più libri ed un laboratorio/attività su uno dei testi letti, utilizzando tecniche che vanno dalla pittura al disegno libero, dall’espressione corporea al lavoro di gruppo.

Le attività correlate sono pensate e modulate nel rispetto delle tappe evolutive dei bambini ed hanno l’obiettivo di evocare e trattenere l’emozione legata al libro, stimolare la fantasia, attivare l’immaginazione e la creatività.

Il laboratorio è articolato in tre parti:

  • lettura ad alta voce utilizzando albi illustrati e libri che prevedono una forte interazione tra lettore e fruitore (uno / tanti);
  • attività di laboratorio;
  • lettura (uno / uno) secondo la fruibilità autonoma del volume. I passaggi da un momento all’altro del laboratorio sono scanditi da musiche ed elementi rituali per dare al bambino la possibilità di comprendere cosa avviene e di partecipare attivamente al momento di costruzione del setting. La bibliografia proposta va dalle filastrocche alla lettura di brani di libri per i più grandi ma predilige gli albi illustrati per tutte le fasce ed è composta da testi di Case Editrici specializzate per l’infanzia con un’attenzione particolare per la grafica e per le tematiche.

Le tematiche affrontate saranno: l’amicizia, le emozioni, le parole, il corpo, le forme ed i colori, gli animali, il tempo e la ciclicità, la fantasia, il gioco, le situazioni di vita comune, l’intercultura e la cooperazione, la famiglia.

Il progetto di lettura prevede la partecipazione dell’insegnante necessaria al fine di intervenire nelle eventuali esigenze particolari dei bambini e a supporto delle attività di laboratorio. La motivazione più importante della partecipazione dell’insegnate al progetto di lettura, in ogni caso, è che il progetto non mira ad interventi “chirurgici” e decontestualizzati all’interno del tempo che i bambini trascorrono a scuola.
I libri, infatti, faranno parte del bagaglio di conoscenze dei bambini ma anche delle insegnati e saranno utili per condividere, anche oltre il tempo di durata del laboratorio, emozioni o situazioni difficili da superare con l’usilio della rievocazione di un libro letto.

Per la realizzazione di questo progetto si ringrazia la Dott.ssa Silvia Tomasetto, esperta nei Processi Formativi.

“Ogni insegnante dovrebbe leggere qualcosa ai propri allievi tutti i giorni, ed ogni volta qualcosa di diverso. Solo le parole ascoltate riescono ad essere comprese con facilità e a sedimentarsi nella mente, poiché hanno un suono che viene registrato dal cervello e messo nel suo archivio”.
[Aidan Chambers, esperto internazionale di letteratura per ragazzi
]

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PRE E POST SCUOLA

L’ISOLA FELICE è anche “PRE e POST SCUOLA”.

Garantiamo quotidianamente un servizio di pre e post scuola a partire dalle 7.00 del mattino fino alle 8.30 (orario in cui i bambini vengono accompagnati a scuola) e dalle 13.30 o dalle 16.30 (orario in cui i bambini vengono presi nelle loro sedi scolastiche) alle 19.00.

Il servizio di pre e post Scuola è rivolto ai bambini e ai ragazzi i quali, per esigenze familiari (genitori impegnati in attività lavorative) , hanno bisogno del servizio di pre e/o post scuola. Il servizio non è da ricondurre ad un semplice “parking”, con mera custodia dei bambini, ma si configura comunque come attività formativa, e si prevede che gli alunni vengano accolti e vigilati, ma anche intrattenuti con proposte educative formative e di stampo ludico-socializzanti.

Finalità

  • provvedere all’accoglienza ed alla sorveglianza dei minori all’interno di uno spazio fisico e temporale attrezzato e specificamente programmato, che permetta forme d’intrattenimento creativo e di socializzazione;
  • agevolare le famiglie degli utenti, nella gestione del tempo ed in particolare degli impegni quotidiani;
  • offrire una risposta alla domanda di diversificazione e flessibilità degli orari dei servizi per conciliare gli orari di lavoro e degli spostamenti con i tempi della genitorialità.

6 gennaio 2001 – 6 gennaio 2021

20 anni di attività e non sentirli per l’Isola Felice

Una bella storia, quella della scuola “Isola Felice” di Riano, che entra nell’anno del ventesimo anniversario e che ha fatto crescere intere generazioni di bambini, molti dei quali ormai giovani adulti.

Riano – “Vent’anni e non sentirli” E’ questo il valore di una bella realtà umana, sociale e di istruzione di Roma nord, la scuola Isola Felice, che si accinge a festeggiare ed a tagliare, l’anniversario dei vent’anni di attività.

Ne abbiamo parlato con la titolare Cristina Manetta

Cristina, ci racconti questa bella storia dell’Isola Felice?

“Era il dicembre del 2000 ed erano appena iniziati i preparativi che l’anno successivo avrebbero dato vita alla Ludoteca “Isola Felice”. Io allora ero una giovane insegnante  e iniziavo a muovere i primi passi insieme ad alcune mie valide collaboratrici inaugurando una piccola Ludoteca, che però già dai primi mesi mostrava l’ambizioso progetto embrionale che si sarebbe sviluppato di lì a poco

Con sole due aule iniziavano i corsi di quella che, 20 anni dopo, sarebbe diventata una grande realtà ludica e didattica del territorio. Il primo anno vide quasi 30 iscritti ed il primo saggio, tenutosi nel salone della medesima struttura, vide l’esibizione di tanti piccoli bambini che abbiamo accompagnato nel corso del loro sviluppo scolastico e, per alcuni, anche adolescenziale.

In questi lunghi venti anni di attività tanti cambiamenti, tante collaborazioni, tanti sacrifici, moltissimo impegno e un solo obiettivo: riuscire a coniugare la continua espansione frutto di un aumento costante della richiesta con la massima cura ed attenzione nella formazione di ciascun bambino iscritto, siano i 28 “primi iscritti” dell’anno 2001 o gli oltre 1000 che in totale hanno frequentato la nostra struttura.

Come è stato possibile?

“Una crescita costante ma graduale, la scelta di collaborare esclusivamente con docenti di livello, in possesso sia di adeguati titoli di studio sia di un amore trascinante per il proprio lavoro che per i bambini. Tanta organizzazione offerta attraverso una segreteria didattica e alla pianificazione attenta e dettagliata di corsi di teatro, corsi di lingua, attività ludiche, ricreative e motorie.

Ma soprattutto tanta esperienza: vent’anni di esperienza a disposizione di tutti gli allievi, vent’anni di lavoro in team, di perfezionamento sia individuale da parte di ogni docente sia collettivo tra insegnati, di ricerca, di studio, di innovazione, di riunioni didattiche, di formazione, interna ed esterna ma anche di strumenti adeguati.”

“A” come “Amore per i bambini”

La scuola come “famiglia che accoglie”

In una famiglia si viene a consolidare un patto tacito tra i componenti basato sull’affetto reciproco, sulla protezione vicendevole, oltre ad altri diritti e doveri sanciti dalla legge. 

La famiglia è un progetto di vita insieme tra persone che si vogliono bene e che si sentono impegnate reciprocamente perché l’affetto, la solidarietà e la condivisione vengano costantemente alimentati e siano il volano di crescita dei bambini.

I risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psico-sociale dei membri dei gruppi familiari, come dei membri di qualsiasi gruppo sociale, non sia tanto legato alla struttura del gruppo, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che vengono messe in atto al suo interno. 

I bambini hanno bisogno di vivere in un ambiente che li protegga, costruito per favorire una crescita all’insegna dell’ autonomia e della preparazione ad affrontare il mondo esterno con competenze emotive e sociali apprese e vissute nell’ ambito familiare quanto nell’ambiente scolastico.

La comunicazione sensoriale

Nel periodo 0-3 anni della vita di un bimbo è in atto un dialogo tra adulti e bambini basato su una comunicazione sensoriale. Difatti, il triangolo fronte-occhio-naso della madre diventa oggetto di conoscenza e di sviluppo per il bambino e, al contempo, le braccia che lo stringono favoriscono la percezione del proprio corpo e i suoi confini. A ciò si aggiunge il dialogo, l’adulto parla al bambino, il suono della voce si unisce agli altri stimoli sensoriali e, attraverso questi, vengono trasmessi i primi rudimenti del linguaggio e, con essi, i primordiali concetti di tempo, spazio e consistenza corporea.

Vengono trasmessi innumerevoli concetti affettivo-cognitivi, riguardanti il corpo, la dimensione temporo-spaziale e le grandezze, che vengono incamerati dal bambino , non nel loro significato cognitivo, ma come bagaglio di informazioni che saranno poi utilizzate adeguatamente nel corso della sua evoluzione; in sintesi, i genitori, come gli insegnanti, nel parlare con il bambino, donano a questi quegli strumenti che serviranno per la conoscenza e la decodifica del mondo esterno.

Ancor prima che diventino nella scuola materna pre-requisiti cognitivi, già nei primi tre anni, c’è la percezione della dimensione temporale, spaziale e corporea che racchiude una valenza affettivo-cognitiva, interiorizzata dal bambino attraverso il contatto corporeo dell’ essere preso in braccio, il gioco ( “ mettiamo i giocattoli al loro posto ” ), l’ igiene della persona ( “adesso ci laviamo, prima le mani e poi la faccia ” ), il vestirsi (sempre secondo la logica del “ prima-dopo ” ); da qui il valore determinante della dimensione affettiva che veicola e facilita ” il funzionamento di ogni processo cognitivo e del linguaggio ” 

Asilo Nido, Scuola Materna, Ludoteca.

L’Isola Felice nasce a Riano, in provincia di Roma nel 2001, anno in cui un gruppo di insegnanti vede concretizzarsi il proprio progetto di una scuola dove i principi montessoriani sono la base per la promozione dello sviluppo emotivo e intellettuale dei bambini dai 3 mesi ai 5 anni.

La grande passione per i bambini e per l’educazione creativa ha portato la struttura, nata come ludoteca e baby parking, a diventare scuola basata sui principi di evoluzione e sviluppo del bambino Montessoriani e laboratorio specializzato di musica e teatro.

“La mano è l’organo della mente”

diceva Maria Montessori, e tante mani hanno interpretato il pensiero e il cuore di chi qui ha lavorato e lavora.

Passione, Amore per i Bambini e per l’Insegnamento sono la base di un cammino di crescita che, uniti ad un aggiornamento continuo, ci hanno portato fino alla realtà che viviamo oggi: dalla struttura iniziale che ospitava la scuola nel 2001 siamo giunti ad una struttura di massima efficienza e di eccellenza sul versante formativo, che si articola su una superficie di 250 metri quadri.

Il ricorso al Metodo non preclude, anzi sollecita uno sguardo rivolto anche ad altre esperienze, agli studi psicopedagogici e ai documenti programmatici più recenti. La scuola è andata via via strutturandosi e ha assunto sempre di più le caratteristiche di una istituzione formativa pubblica.


L’evoluzione dell’edificio rispecchia la cura e l’impegno che contraddistinguono il nostro progetto, un percorso frutto di un lavoro a tante mani:

  • alcune aule si affacciano sul cortile che fiancheggia la costruzione
  • tre ampi saloni diventano spazio di lavoro o ricreativo
  • un’aula di attività per il dopo scuola
  • laboratori pomeridiani con attività che variano a seconda delle esigenze
  • una biblioteca e una videoteca in costante aggiornamento

nonché servizi adeguati all’età degli alunni, arredi a loro misura, una moderna cucina che confeziona i pasti in giornata, locali di segreteria, giochi esterni ad uso dei bimbi più piccoli.

“Aiutami a fare da solo”

La scuola offre un percorso di crescita nel quale il bambino è il protagonista della propria educazione.
Cardine del progetto è la priorità data allo sviluppo dell’intelligenza emotiva del bambino, con uno sguardo agli insegnamenti di Maria Montessori. Le attività si distinguono per la centralità di un ambiente predisposto, per i materiali di sviluppo specifici, per la proposta che tiene conto dei ritmi e dei tempi di ciascuno. L’osservazione individuale, la cura costante dello spazio, l’attenzione all’ordine e alle modalità di relazione, l’importanza anche dei piccoli gesti creano un ambiente educativo che risponde ai bisogni del bambino, gli consentono di valorizzare le proprie capacità e lo aiutano interiorizzare il rispetto delle regole all’interno del gruppo sociale.

La collaborazione positiva tra adulto e bambino, l’assenza di giudizi e confrontil’errore visto come mezzo di crescita e non come sconfitta sono ulteriori peculiarità del metodo adottato che aiutano ad accostarsi all’apprendimento con piacere e soddisfazione.

La scuola diventa un luogo di scoperta cosicché “il bambino si eserciti ad osservare, che gli sia permesso di fare confronti fra gli oggetti, formare giudizi, ragionare e decidere; ed è nell’indefinita ripetizione di questo esercizio di attenzione e di intelligenza che si compie il vero sviluppo” (M. Montessori, Manuale di Pedagogia Scientifica, 1935).